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Il traffico merci verso il servizio pubblico

Nuova legge sul trasporto di merci: Il SEV chiede a FFS Cargo di potenziare, non di smantellare

Il Parlamento federale mostra coraggio: nei prossimi otto anni vuole investire oltre mezzo miliardo di risorse pubbliche a sostegno del traffico merci su rotaia. È ciò che prevede la revisione della legge sul trasporto di merci, sulla quale si è concluso oggi il dibattito dettagliato. Per il Sindacato del personale dei trasporti SEV si tratta di una scelta giusta, poiché per almeno otto anni vi saranno garanzie finanziarie per il traffico a carri isolati (TCI). Ora FFS Cargo deve cogliere questa opportunità, prendersi cura del proprio personale e mettere a punto una strategia su come acquisire quote di mercato nel medio e lungo termine.

Per il traffico a carri isolati, FFS Cargo riceverà ormai contributi all'esercizio e agli investimenti.

«Con questa decisione il Parlamento ha disposto gli scambi per un traffico merci su rotaia destinato a crescere», spiega il segretario sindacale Philipp Hadorn, che al SEV è competente per il dossier FFS Cargo. Un passo del resto assolutamente necessario, poiché secondo le «prospettive di traffico 2050» stilate dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale, tra il 2017 e il 2050 in Svizzera le prestazioni del traffico merci (ton/chilometro) su strada e ferrovia dovrebbero aumentare del 31 percento (vedi nota 1).

«Ora FFS Cargo deve assumersi la propria responsabilità di esecutore del TCI, predisporre un’offerta interessante a prezzi equi per i suoi clienti e prevedere sufficienti risorse a questo scopo», sottolinea ancora Philipp Hadorn. «La direzione farebbe bene a rinunciare a qualsiasi cancellazione di punti di servizio e di posti di lavoro, contrastando invece con servizi efficienti e innovativi l’eccessiva crescita del traffico merci su gomma.»

Il SEV si attende pure dalla Direzione del Gruppo FFS che dia pieno sostegno al traffico merci su rotaia, e che trovi soluzioni adeguate in caso di conflitti d’interesse con il trasporto dei viaggiatori.

Il traffico a carri isolati dev’essere parte del servizio pubblico

Il SEV non può tuttavia dirsi completamente soddisfatto della nuova legge in materia: «Nella revisione il Parlamento non ha stabilito un mandato di trasferimento per il traffico nazionale delle merci, né ha rinunciato all’onere pressoché impossibile da soddisfare dell’autonomia finanziaria per il TCI», si rammarica Philipp Hadorn. «Promuovendo finanziariamente il TCI, il Parlamento riconosce de facto la sua utilità per il Paese nel senso di servizio pubblico!»

In effetti il traffico merci a carri isolati contribuisce già oggi a salvaguardare la rete stradale sovraccarica e la popolazione residente da almeno 650'000 corse supplementari di veicoli pesanti l’anno (vedi nota 2). Oltre a proteggere il clima, esso offre alle aziende una buona alternativa al trasporto su gomma, con il vantaggio della possibilità di circolare la notte. La doppia presenza di ferrovia e strada aumenta del resto la sicurezza di approvvigionamento, come si è dimostrato durante la pandemia da coronavirus.

Promuovere sul lungo periodo il traffico a carri completi isolati

Sebbene negli scorsi anni il TCI non abbia praticamente mai raggiunto l’obiettivo dell’autonomia finanziaria prevista sin dal 2015 dalla già citata legge sul trasporto merci, questo irrealistico traguardo non viene rimosso. Il SEV si attende dalla Confederazione che essa continuerà a coprire gli eventuali deficit giustificabili del TCI anche tra otto anni, purché esso assicuri la sua utilità sistemica. «In tale evenienza – insiste Hadorn – a una prossima revisione della legge sul trasporto di merci il Parlamento dovrà coerentemente riconoscere il traffico merci a carri isolati quale parte del servizio pubblico.»

«Questo dovrebbe essere legato a requisiti legali di pianificazione del territorio ed edificatori, affinché in futuro una parte significativa delle merci debba essere trasportata su rotaia», aggiunge ancora Hadorn. «Solo così si potrà evitare che con gli anni la Svizzera soffochi per il traffico stradale e distrugga le proprie basi vitali.»

Note

Nota 1 : I servizi di trasporto merci svizzeri su strada e ferrovia hanno raggiunto tra i 28 e i 30 miliardi di tonnellate-chilometro all’anno per gli anni 2010 – 2020. La quota di mercato della ferrovia, in tutti i segmenti, è di circa il 40 %. Nel traffico nazionale, d’importazione e d’esportazione non transalpino, la quota della ferrovia è solo del 25% circa, rispetto al 75% del trasporto merci transalpino. Fonte: UFT, Scheda informativa sul trasporto ferroviario delle merci, novembre 2022.

Nota 2 : Fonte: rapporto del Consiglio federale del 2.11.2022 concernente la revisione della legge sul trasporto di merci. Secondo lo stesso rapporto, nel 2019 FFS Cargo trasportava ancora circa 600'000 carri (carichi) nel TCI, che corrispondevano a 0,75 – 1 milione di viaggi su camion.

Maggiori informazioni

Thomas Giedemann, segretario sindacale SEV a Bellinzona,

Philipp Hadorn, segretario sindacale e responsabile Team Cargo SEV,

Si veda anche l’articolo «FFS Cargo: No a riduzioni di personale e traffico» (link) nel «Giornale SEV» del 14.2.2025.

Nuovi contributi al fret ferroviario

Contemporaneamente all’approvazione della revisione della legge sul trasporto merci, il Parlamento ha adottato i seguenti crediti in tre decreti federali:

• 260 milioni per i contributi alle operazioni di TCI e agli investimenti (ad esempio per i sistemi informatici) per i fornitori di TCI negli anni 2026 – 2029;

• 40 milioni di euro per i costi non coperti del trasporto merci ordinati dai Cantoni negli anni dal 2026 al 2029, vale a dire 10 milioni all’anno (rispetto ai 6 milioni all’anno di oggi);

• 180 milioni di euro per l’introduzione dell’accoppiamento automatico digitale dal 2027 al 2032.

Inoltre, l’articolo 14 della legge sul trasporto merci crea la base per i contributi (illimitati nel tempo) per il trasbordo e il carico nel trasporto merci su rotaia (con una tariffa forfettaria per carro carico pagata agli operatori delle strutture di carico). Il piano finanziario 2026–2028 della Confederazione prevede 50 milioni di euro all’anno per questo scopo. I dettagli saranno definiti nell’ordinanza. La consultazione è prevista per il secondo trimestre.

Come in passato, la Confederazione continuerà a versare contributi per le installazioni e per le innovazioni tecniche nel settore del trasporto merci.

Markus Fischer