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FFS Cargo - No ai tagli di personale e alla riduzione dell’offerta ai clienti!

FFS Cargo vuole tagliare, entro la fine di quest’anno, 80 posti di lavoro a livello svizzero. L’azienda giustifica l’operazione con la riduzione dei traffici. Riuniti in assemblea ieri sera a Bellinzona, il personale e il sindacato SEV non ci stanno e chiedono che il progetto G-enesis venga abbandonato.

Il sindacato del personale dei trasporti SEV è molto preoccupato perché, nei fatti, le intenzioni di FFS Cargo vanno verso un’ulteriore riorganizzazione ancora più pesantedi quanto annunciato con il progetto G-enesis, che porterà al taglio di centinaia di posti di lavoro entro il 2030. Tagli che toccheranno sia il settore operativo che quello amministrativo. L’azienda stessa non esclude licenziamenti.

Il personale ticinese di FFS Cargo è consapevole che la scure dei tagli si abbatterà sul Ticino, anche alla luce del mancato rinnovo da parte di DB Cargo del contratto di trasporto con FFS Cargo. Inoltre DB Cargo sembra intenzionata a far condurre i propri 20 treni al giorno da macchinisti con salari italiani: un tentativo di dumping sui binari svizzeri che anche la politica non dovrebbe ignorare. 

Il personale di FFS Cargo, riunito ieri sera in assemblea, ha votato all’unanimità una risoluzione nella quale stigmatizza la miope politica aziendale praticata dalla dirigenza e ritiene il taglio di posti di lavoro un imperdonabile ed irrecuperabile errore strategico che mette a rischio la futura esistenza dell’azienda.

FFS Cargo deve infatti tenersi pronta col proprio personale altamente specializzato per il momento in cui l’economiariprenderà vigore e la domanda di trasporto aumenterà. La scure dei tagli al personale e alla rete come pure l’aumento dei prezzi costituiscono una reazione per niente lungimirante e poco rassicurante anche per i clienti. Il ricorso al lavoro ridotto potrebbe in questa fase essere la soluzione alla riduzione temporanea dei traffici. 

L’assemblea di ieri sera rivendica inoltre che non sia il personale a pagare le conseguenze degli errori passati commessi dalla dirigenza. Chiede pertanto alla direzione di FFS Cargo di cestinare il progetto G-enesis e di coinvolgere il Sindacato SEV nella ricerca di altre soluzioni socialmente responsabili per superare questo periodo di difficoltà,tutelando il personale e avendo un occhio di riguardo verso i clienti che hanno creduto e credono nel trasporto su rotaia.